Sicurezza Alimentare · La regola non negoziabile
Listeria monocytogenes: virulenza, resistenza antimicrobica e persistenza ambientale — Majoweza & Okoh 2020
Listeria monocytogenes è il batterio silenzioso dei frigoriferi industriali e delle corsie ospedaliere. A differenza di Salmonella, prospera nelle celle frigorifere, nelle salamoie salate, nell'ambiente acido dello stomaco e persino all'interno delle cellule immunitarie inviate a distruggerla.
Questa rassegna illustra l'intero arsenale del batterio: una tossina foratrice di membrane che sblocca la cellula infetta dall'interno; un uncino molecolare che sequestra lo scheletro di actina dell'ospite per spostarsi da una cellula all'altra; e una rete di geni di resistenza acquisiti da altri batteri tramite scambio genetico. Ciò che la rende particolarmente pericolosa negli stabilimenti alimentari e che ogni tentativo di eliminarla - disinfettanti al cloro, basse temperature, salamoie acide - funziona come un addestramento per il ciclo successivo.
Lo stress sub-letale non e un deterrente, e una palestra. L'epidemia sudafricana del 2017-2018, che ha ucciso 42 persone su 100 infettate e colpito più di mille, ha mostrato con cruda chiarezza le conseguenze di questa palestra in uno stabilimento di insaccati con igiene inadeguata.
Cosa dice, in breve
- Listeria monocytogenes è un patogeno intracellulare facoltativo, psicrotollerante e Gram-positivo responsabile della listeriosi; la malattia si manifesta come gastroenterite non invasiva negli immunocompetenti e come batteriemia, meningite o aborto negli immunocompromessi.
- L'epidemia di listeriosi in Sudafrica del 2017-2018 ha registrato oltre 1.000 casi confermati in laboratorio con un tasso di letalita del 42%, la più grave epidemia di listeriosi documentata al mondo, causata da un unico stabilimento di produzione di affettati.
- Quattro classi di fattori di virulenza consentono l'infezione intracellulare: listeriolisina O (LLO/hly), che facilita la fuga dal fagosoma e l'evasione immunitaria; fosfoplipasi PI-PLC e PC-PLC, che sovvertono l'autofagia; ActA, che media la motilita basata sull'actina e la formazione di biofilm; e la famiglia delle internaline (InlA/InlB e varianti InlL/InlK/InlP1-P4), che promuove l'invasione delle barriere epiteliali, intestinali e placentari.
- La resistenza antimicrobica emerge attraverso tre meccanismi sinergici: trasferimento orizzontale di geni tramite plasmidi coniugativi (pIP501, pAMbeta1) e trasposoni (Tn916, TnFO1); dormienza delle cellule persistenti e matrice EPS del biofilm come barriere fisiche; cinque pompe di efflusso caratterizzate (Lde, MdrL, MdrM, MdrT, EmrE) che mediano la resistenza a fluorochinoloni, sali biliari e biocidi.
- L'adattamento allo stress ambientale (acidità, stress osmotico, freddo, stress ossidativo) favorisce la resistenza agli antibiotici tramite modifiche condivise della parete cellulare, della membrana e dell'attività delle pompe di efflusso.
- L'esposizione a concentrazioni sub-letali di biocidi, batteriocine, cloro e metalli pesanti negli ambienti di lavorazione degli alimenti può co-selezionare resistenza agli antibiotici.
- Gli autori concludono che la comprensione meccanicistica della virulenza, della resistenza AMR e dell'adattamento allo stress è essenziale per sviluppare nuovi antimicrobici e strategie di biocontrollo, e invocano una sorveglianza continua.
Provenienza
- Fonte
- Listeria monocytogenes Virulence, Antimicrobial Resistance and Environmental Persistence: A Review— Majoweza & Okoh 2020
- Licenza
- CC BY 4.0
- Nel Kosmos
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